Chieti Tempo Libero
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Il Maggio Teatino

La nascita del “Maggio Teatino” non è documentariamente attestata, ma, quel che è certo,in base ai documenti rinvenuti presso l’Archivio Storico del Comune di Chieti, è che già nei primi dell’ottocento il decurionato cittadino, ovvero l’allora Amministrazione, coglieva l’occasione delle festività religiose legate al Santo Patrono per patrocinare delle manifestazionidi carattere soprattutto sportivo e ludico ricreativo che portavano la cittadinanza a vivere maggiormente la città ed il suo tessuto urbano. Ad esempio di ciò basti ricordare la famosissima Corsa dei Cavalli Berberi, chiamata in dialetto lu ricchapp’, che fu poi soppressa alla fine del secolo per motivi di sicurezza.Naturalmente gli eventi cardine erano, oltre quelli strettamente religiosi, quelli che sisvolgevano il 10 maggio, ovvero ad apertura dei festeggiamenti della ricorrenza della festa di San Giustino, patrono della città, che consistevano nella tombola pubblica in piazza SanGiustino, il giro in mongolfiera e un grande spettacolo di fuochi pirotecnici.Leggendo le cronache ottocentesche e dei primi del novecento si potrà subito notare, nelle parole dei giornalisti, di come la città in questi giorni di maggio si vestisse di un’aria spensierata e primaverile e di come tutta la cittadinanza riempisse le strade, le piazze e tutti i luoghi pubblici per poter assistere alla varie gare e manifestazioni di cui erano ricchi quei giorni.

I Teatini, quindi, ormai da secoli mantengono inalterata le loro modalità di rendere onore ed omaggiare il proprio patrono mostrando sempre grande devozione ed attaccamento alla loro città e storia.

Il patrono: San Giustino

Secondo la storia, da oltre dieci secoli i Teatini venerano nelle reliquie custodite nella cripta della loro cattedrale il patrono della città e dell’intera arcidiocesi. Secondo la tradizione popolare i secoli diventano addirittura sedici. Dal lontano IV secolo infatti l’arca marmorea con le spoglie di San Giustino raccoglie intorno a sé la comunità dei cristiani teatini nelle occasioni felici, ma soprattutto nei tempi bui, quando si ha maggiormente bisogno di aiuto, di fronte a eventi nefasti, che mettono in serio pericolo la sopravvivenza perfino di un’intera città: guerre, carestie, pestilenze,terremoti. E’ un rapporto tutto particolare quello che lega un cattolico al proprio santopatrono, un’intesa tutt’affatto spirituale, ma non priva di risvolti concreti: il patrono è il protettore, l’intercessore presso la grazia divina, ma anche l’interlocutore quotidiano, il parente o il concittadino a cui si può ricorrere con la fiducia, sicché Egli, pur restandoun’entità superiore, ci si mostra modello non impossibile da imitare, garanzia per il rettooperare e nell’ambito religioso e nell’ambito civile fondendosi totalmente con la città, divenendonespesso l’immagine, quasi documento di identità! A tal proposto è facile pensaread alcune città italiane e ai loro patroni: Napoli e San Gennaro. Bologna e San Petronio,Milano e Sant’Ambrogio. Così è per Chieti e San Giustino, il cui culto antichissimo ed ininterrottoha irrobustito i valori civili dei Chietini, costituendo un punto di riferimento, unaforza aggregante della società teatina, alla quale ha anche offerto motivo di ispirazioneartistica. (Prof. Camillo Gasbarri, 1998).

30 Marzo 2018 - Centro Storico

 

Solenne Processione del Venerdì Santo
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